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Storia del Garda Trentino

Un collegamento tra il mondo latino e quello germanico

Manieri medioevali, chiese, palazzi, imponenti vestigia raccontano la storia di queste terre

Castello di ArcoL’uomo era presente nella regione fin dal paleolitico medio ed inferiore. I primi insediamenti cominciano a svilupparsi nel IV millennio a.C., quando si diffonde il lavoro nei campi e l’allevamento del bestiame. Nell’età del bronzo l’uomo primitivo del Sommolago va a vivere nelle palafitte, abitazione che resta diffusa per ben sei secoli. Insediamenti tribali riferibili a quel periodo sono stati rinvenuti in Val di Ledro (a Molina di Ledro i pali riemersi sono ben 10.000) e a Fiavè, pochi chilometri oltre il lago di Tenno. Buona parte dei reperti è esposta nel Museo delle Palafitte, attrezzato anche di un’aula didattica per le scuole.
Con l’andare dei secoli la navigabilità sul Benaco (oggi Garda) favoriva i commerci e costituiva un’attrattiva anche per popoli alla ricerca di migliori destini.
Terminata l’èra preistorica, l’area diventa luogo di scambio tra Celti e Romani (intorno al 225 a.C.), che iniziano il processo di romanizzazione, testimoniato da aree sepolcrali, lapidi, muri di fondazione, oggettistica, sono sparsi ovunque sul territorio. Conclusasi dopo cinque secoli la dominazione romana, l’Alto Lago è ormai in balìa di invasioni, scorribande, invasioni da nord.
Dal 568 la riviera benacense e la pianura del Sarca sono dominio dei Longobardi e successivamente di duchi e conti che si contendono i domini del regno carolingio. Si vengono così consolidando autorità locali che ricevono dall’imperatore prerogative di governo e l’usufrutto di vaste aree del territorio per meglio garantire i confini dello stato, il controllo dei possedimenti, delle strutture militari, delle strade, dei valichi.
Nell’XI secolo Enrico II affida il potere temporale al vescovo di Trento; il feudo vescovile si solidificherà poi in Principato, alle dirette dipendenze dell’Imperatore del Sacro Romano Impero. Da questo potere prese forma il Principato Vescovile di Trento.
Nell’Alto Garda prendono forma i due centri, Riva e Arco, che con Nago e Tenno costituiranno la base di un sistema di controllo e difesa per l’intero territorio. Riva, per la sua crescita mercantile, l’importanza del porto, l’influenza del pensiero politico civile lombardo, si guadagna una sua autonomia. Del resto, già alla fine del XII secolo si era confermata come il maggior porto benacense e la principale piazza di deposito tra Italia e Alemagna.

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